I luoghi del film Amici Miei

08 – LA SEDE DEL GIORNALE DOVE LAVORA PEROZZI

Il film si apre sul Perozzi (Philippe Noiret) che lavora come capocronista alla Nazione, il quotidiano di Firenze. È notte e il nostro sta finendo il turno.

All’uscita, mentre cominciamo a conoscerlo attraverso le sue parole, lo seguiamo mentre entra al bar di fronte alla sede del giornale e scherza con amici occasionali e prostitute di stanza. Davanti alla sede del giornale, viene girata anche la scena quando il Mascetti chiede al Perozzi di dargli una spinta alla macchina.

Foto by Lost in Location

09 – IL BAR DEL BARISTA CHE SI SCACCOLA IL NASO

Il Perozzi, uscito dal giornale, si sofferma a un Bar a chiedere un caffè corretto con Fernet (Branca, eh) e i pacchetti di sigarette. Il barista, che si scaccola con grande esibizionismo, gli consiglia di andare a riposare visto che ha lavorato tutta la notte. Ma il giornalista non ne ha nessuna voglia. “Ma a quest’ora dorman tutti!” pensa, guardandosi attorno in una Firenze ancora assopita. Un po’ sconsolato, dopo un girotondo nella vicina piazza Santa Croce, decide di rincasare.

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10 – LA PIAZZA CON IL BENZINAIO

Il Perozzi non ha nessuna voglia di tornare a casa a dormire, dopo una notte passata al giornale. Capisce però che è troppo presto per andare a trovare gli amici e dopo un giretto davanti al benzinaio e i negozi di Piazza Santa Croce, si dirige verso casa.

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11 – LA CASA DEL PEROZZI

“Solo il figliolo del Perozzi può mettere l’impermeabile alla macchina”, e dopo quell’orrenda visione il Perozzi decide che non è tempo di rientrare in casa. Casa che è ubicata in Piazza dei Peruzzi. E, esclamando “Quando penso alla carne della mia carne.. chissà perché, divento subito vegetariano” se la squaglia, e via, imboccando la stradina che porta in Via Borgo de’ Greci.

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12. L’AGGANCIO DEL MELANDRI A SPASSO CON BIRILLO

Il primo amico che il Perozzi riesce a trovare è il Melandri (Gastone Moschin). A passeggio con Birillo, che naturalmente è già fuori a pisciare di sicuro, in Via Tommaso Campanella, dove l’architetto integerrimo si fa convincere a non andare al lavoro e trascinato dall’enorme San Bernardo urla al Perozzi: “Fai il giro. Aspettami in Piazza Beccaria!”. Poi, tutti e due, andranno a prendere anche il Mascetti al suo scantinato.

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14 – SCUOLA DELLA TITTI

Il Mascetti ha deciso di parlar chiaro con la Titti. Il loro rapporto è a rischio, c’è da mettere la testa a posto. Prendendo coraggio, il Mascetti decide di andare a prendere la giovanissima amante a scuola e darci un taglio. La scuola della Titti è in realtà il Museo Archeologico di via della Colonna, a due passi di Piazza Santissima Annunziata.

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15 – IL FIORAIO DELLA PAROLA D’ORDINE

L’episodio più lungo, travolgente e probabilmente divertente dell’intero film è quello che assieme ai cinque amici vede in scena un vecchietto dall’aria sordida, tale Righi (Bernard Blier). Nella famosissima scena del fioraio, il Righi dovrà accompagnare il Mascetti, detto per l’occasione Zampa di Volpe, per recuperare delle importanti informazioni. Ma senza parola d’ordine è dura, e lo sketch si basa appunto su questo maledetto codice che il Mascetti scorda sempre, finendo per far  infuriare il povero vecchietto. “La signora cammina con la borsa. Il fosso si salta senza rincorsa”. Più facile di così. La scena, che inizia in Piazza della Santissima Annunziata, prosegue poi proprio all’inizio di Via dei Servi.

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