il film

Amici miei

Ecco una breve presentazione:

Il film Amici Miei si è ricavato negli anni una piccola nicchia, nell’ambito della nostra commedia all’italiana.

Trasformatisi tutti in icone dai nomi indimenticati: il Conte Raffaello “Lello” Mascetti (Ugo Tognazzi), l’Architetto Rambaldo Melandri (Gastone Moschin), Guido Necchi proprietario del bar omonimo (Duilio del Prete prima e poi Renzo Montagnani), Giorgio Perozzi capocronista (Philippe Noiret) ed il Prof. Alfeo Sassaroli (Adolfo Celi) sono un’unità inscindibile.

La forza di un progetto che, nato dalla penna di Pietro Germi e con l’idea di essere ambientato a Bologna, si è trasferito poi (a causa della malattia di Germi) a Firenze sotto l’abile guida di Mario Monicelli, capace, anche grazie alla versatilità di attori d’indiscutibile caratura, di rendere plausibile la loro cittadinanza.

Partendo dal palazzone del giornale per cui lavora il Perozzi fino a raggiungere le ultime scene del mesto funerale, la vicenda si snoda attraverso innumerevoli location del capoluogo toscano che lo rendono vivo come non mai, inquadrato evitando i luoghi più scontati (niente Ponte Vecchio, Campanile di Giotto, Santa Maria Novella…) per concentrarsi su scorci ugualmente caratteristici e forse persino di più.

Differentemente dalla maggior parte delle produzioni extra-romane poi, il ricorso a location esterne riconducibili alla capitale è quasi nullo (si contano giusto la casa della Dionisio e, risalendo, il paesino di Calcata, che tuttavia è già in provincia di Viterbo..) a dimostrazione della ferrea volontà monicelliana di non tradire l’autenticità del prodotto.

amici miei

Alcune scene del film